CONTINENTE

Dice

Ultimamente, tipo negli ultimi due anni, mi sto accorgendo di cominciare un libro e poi, dopo pochi capitoli, prenderne un altro e iniziarlo mentre il primo è chiuso e così via. È come se riuscissi, io e la mia testa, la mia concentrazione, è come se noi riuscissimo a scindere ogni singola trama dall’altra ed è una soddisfazione che finalmente posso dire di essermi tolta, dopo un passato di sbadataggine. Ogni tanto mi stufo di avere per le mani, a volte anche nella stessa borsa, cinque storie diverse, allora smetto di leggere. Tolgo i segnalibri e per un po’ non tocco carta stampata. Soffro di nausea e i momenti di disintossicazione durano tanto, troppo, e questa cosa qua a me piace poco.

Accade poi che mia madre, da un po’, dice che dovrei lasciar perdere i libri. Nel senso che dovrei lasciarli in giro per casa per poi ritrovarli, uno alla volta alla rinfusa, che c’è più gusto e non rischio di stufarmi, ma è che ho questo viziaccio di espandermi. Ho infilato, per sbaglio, nella valigia un calzino dell’attuale coinquilino e no, non l’ho detto, a lui. Poi sono sicura che mi è scomparso il paio di pantaloni del pigiama. Ho trovato il rossetto aperto. Nel frigo le carote hanno figliato. Sono cose che fanno pensare, per un attimo, poi se le annoti va a finire che le scordi e non ci pensi più.

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