Tredicesimo (ultimo) giorno di dopolavoro

Che dopolavoro? Di che sto parlando? Clic qui.

Tutte le cose che sono riuscita a fare durante due settimane di dopolav, dico, doppio-lavoro:

– far sopravvivere il gatto
– cucinare a casa almeno una volta al giorno
– superare la peste bubbonica nonché influenza

e nonostante la febbre, il raffreddore e la tosse:

– continuare a lavorare, io e il computer, in simbiosi, come se fossi in ufficio, ma non dall’ufficio.
– rispondere alle mail in modo accettabile
– rispondere alle chiamate a tutte le ore, senza sembrare appena alzata dal letto
– rispondere bene, in generale, a chi si è preoccupato di non farmi mancare zenzero/cene a domicilio/aspirine/antibiotici
– organizzare vari eventi aziendali e prenderne parte
– sorridere davanti la videocamera
– divertirmi da matti ad un paio di serate con amici e catarro contagiando tutti con la peste di cui sopra

e, inoltre:

-scrivere qui

Torno presto. Non domani, ma dopodomani, l’anno prossimo.

 

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