Ogni volta che

Ogni volta che
prendo in mano il libro di Hopkirk, per qualche motivo a me sconosciuto, la libreria si riempie di un pubblico dalle’età media non inferiore ai cinquantacinque-sessanta.

Ogni volta che
arriva il postino, mi vede alza una mano in aria e mi saluta con un sonorosissimo HEI, ma proprio con la i alla fine, non la y. Io ne sono certa, dice HEI non HEY. Da qualche giorno ho preso anch’io a salutare così e a quanto pare lo faccio davvero bene perché ora gli svedesi attaccano subito a chiedermi informazioni in svedese. Per un po’ ho fatto finta di nulla, poi oggi chiacchierando con un amico di Stoccolma ho scoperto che in Svezia usano la parola Hej per salutarsi. Con la j. Tutto subito si è fatto più chiaro, ma il dubbio sul perchè nel nostro alfabeto abbiamo tre lettere con un possibile stesso identico suono, rimane.

Ogni volta che
dico Domani mare, indosso il costume blu sotto la camicia e pantaloncini e dalla sera prima preparo la maschera, l’asciugamano e metto le chiavi di lavoro nella borsa da spiaggia, da portare direttamente in libreria, stai a vedere che piove. Ma mica sempre. Solo nei giorni in cui sono davvero intenzionata a farmi la mia oretta di nuotata.

 

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