CONTINENTE

Canticchiare fino a cena

A me ogni tanto mi vengono dei motivetti in testa che io, da quando ho un telefono di quelli buoni, li registro direttamente nelle note vocali, canticchiati.
Ne avrò accumulate almeno cinquanta di queste note, tutte rinominate con lettere dell’alfabeto casuali hdskbc, brrx, o aaaaat, penso per un senso di istantanea pigrizia del pollice opponibile.

Poi non succede niente, restano lì, una volta però ne è uscita fuori una canzone che faceva Vuoto sognavo di essere vuoto, ma è finita lì.

Allora a settembre, quando ero a Siracusa con una persona che, per questioni di “il tuo nome è troppo diffuso”, chiamerò Kevin, un giorno siamo andati al mare e io mi sono arrampicata su uno scoglio di quelli che ci puoi camminare sopra. Uno scoglio-piattaforma con tutte le alghe gialle morbide pettinate che fanno solletico ai piedi.
Quello scoglio si trova a qualche metro di distanza da uno scoglio più grande che tutti chiamano Loscoglio, ora sono pure quasi sicura che si dice tutto attaccato.

Loscoglio da aprile a fine settembre è ricoperto di teli colorati esteri e locali, più sono colorati e più l’estero di provenienza è lontano. Kevin ha trovato anche un nome per quelli che vengono dall’estero e si stabilizzano in Ortigia, ma non lo sriverò qui perchè poi viene fuori un macello e la privacy e la riservatezza ciao.

Allora l’ultimo giorno che passavo a Siracusa, su quello scoglio-piattaforma morbidissimo mi è venuto un motivetto in testa. L’ho canticchiato per tutto il pomeriggio, anche mentre Kevin mi raccontava di quanto fossero buoni i cannelloni che fa sua sorella, l’ho rigirato e panato nella mente, il motivetto, fino a sentire la polifonia delle seconde voci, del coro, degli archi, insomma ad un certo punto in bici, giù per la discesa di Corso Matteotti, con tutto il vento tra i capelli mi sentivo una specie di direttore d’orchestra della sagra, che so, delle palline di pane.

Quel giorno ero uscita senza telefono, siamo tornati a casa dopo cena e io non vedevo l’ora di chiudermi in bagno per registrare la mia traccia inedita, anche soltanto fischiettando, piano piano che non mi si sente, giusto per non dimenticare.
Ho chiuso la tavoletta del water, mi ci sono seduta sopra, aperto l’applicazione note-vocali, premuto invio

e niente, non mi ricordavo più niente.

Poi volevo aggiungere qualcos’altro a tutta questa storia, ma mi sono scordata.