CONTINENTE

6/7

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11 / 08 / 2016

(a penna blu, che alla terza riga finisce. Riprendo sempre in blu, ma di un altro tono)

Sono leggere le mie mani, quasi attraversassero le cose, quando le sposto portandomele dietro per casa.
Il gatto si sta abituando alla pettorina, o almeno non l’ha mangiata. Domani parto per il Friuli, ovviamente lui viene con me. Chiudo tutto, lascio solo il frigo acceso, ma non so nemmeno quando torno. In un ipotetico sogno sarebbe rilassante riuscire ad arrivare a Udine in macchina per una strada che conosco, poi parcheggiare vicino al piazzale XXVI Luglio e proseguire verso il centro a piedi, con Era nella sua pettorina, in braccio. Avanti per Via Poscolle verso il centro, prendere una fetta di margherita da JollyPizza senza essere fonte di alcun dubbio di appartenenza. Non vengo dal nord, se sono già al nord. Comunque in treno è tutt’altra cosa.

Due giorni fa, a cena da S. Cena sua, assaggio mio, lui perso nelle diete, io non voglio sentir parlare di sistemi. Le zucchine tagliate a mo di pasta hanno però carattere.
Parliamo sul letto, il suo, quello che prepara per la notte, per me. Piano piano scivolo sul fianco, poi la testa sul cuscino, gli occhi sono stanchi, lui è appoggiato al muro in una posizione scomoda.
Non avrebbe conseguenze farlo stendere accanto, eppure resto dove sono, perfino parlo, racconto di matti, di chi sta intorno a chi, di come sia tutto veloce. Ho il fianco destro sollevato, a stare stesi di lato succede così, che tutto è più montuoso. Mi noto di sfuggita, scruto quelle ombre sul muro e la loro consistenza nella stanza. Un giorno ne avrò di più, anche senza complicare le cose si invecchia –

«il tuo gatto mi ricorda qualcosa che ho studiato» – Lisa, oggi al telefono –

poi, subito dopo:

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2 pensieri su “6/7”

  1. Sai che avevo una cagnolina di nome Era?…
    L’ho detto subito, dopo aver scorto il tuo profilo su Instagram, che avevamo delle “cose” in comune…
    Sarà questa coincidenza di nomi, sarà che la sensibilità si riconosce….

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    1. Alessia, spesso é bello essere affini. Che belle le coincidenze… Ti ricordo però che sono nata in Uzbekistan, il che rende le cose ancora più casuali. Un abbraccio dalla casetta interna

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