Parentesi

A volte mi viene da pensare nella mia prima madrelingua. Mi imbarazza però, mi stranisce pensare in russo, perchè quando me ne accorgo mi sento come se fossi entrata in casa altrui senza bussare o chiedere permesso.
Ultimamente mi capita spesso, comunque, e il motivo è che sto traducendo un romanzo di Aleksandr Skorobogatov, che scrive in russo. Alcune delle parole che usa, soprattutto dentro parentesi, a me verrebbe da estrapolarle fuori dalle parentesi, così, perchè è inutile tenerle lì una volta tradotte in italiano, mi pare. Proprio per una questione di stile (che non so nemmeno che stile debba avere un romanzo con così tante parentesi).
Ad ogni modo molte parole mi rimangono in testa, a forza di rileggerle, e finisce che le inserisco nei pensieri fluidi, quelli italiani, di tutti i giorni.
Un’altra cosa che mi fa strano è parlare di tutto ciò con qualcuno, intendo a voce. Iniziano subito le domande senza punto di domanda come ah, però l’hai imparato bene l’italiano oppure ti mancherà casa tua, ma a me non manca ne casa mia, viso che ho messo piede in italia quando avevo sette anni, né posso rispondere a domande senza punto di domanda. Quindi al massimo ne scrivo.

2 Comments

  1. C’è un dibattito sulla possibilità che la lingua parlata modifichi la personalità. Tipo che se parli in russo hai una certa attitudine mentre in italiano un’altra. Ma probabilmente dipende solo dal fatto che in genere si usa una una lingua in determinate situazioni mentre l’altra in altre. Le esperienze di vita legate alle diverse situazioni legate a diverse lingue. Evidentemente il russo ti sembra strano proprio perché non lo hai mai usato per pensare. Dopotutto pensare è parlare a se stessi. Immagino ti sembrerebbe altrettanto strano iniziare a pensare usando il Lei…
    Magari il russo per te ha anche una qualche valenza emotiva particolare, che so, immagino fossi solita parlarlo solo con i genitori (o uno dei due) o con i nonni, oppure anche perché essendo la lingua che usavi da bambina ti fa venire in mente ricordi di quel tempo.
    Oppure sei semplicemente matta. Capita.

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