ISOLE, Quotidiario

Quotidiario #27

Succede che sta per finire agosto e se c’è una cosa della quale posso veramente ritenermi soddisfatta, fino ad oggi che è il ventisette, é che non c’è un giorno di questo corrente mese che mi sia sfuggito qualcosa. Qualcosa che non riesca a farmi tornare a mente. Ricordo quasi tutto, o perlomeno una gran parte delle cose che sono accadute negli scorsi ventisei giorni. Per esempio un giorno sono stata al mare non lontano da dove abito e tirava tanto di quel vento che si stava meglio in acqua che fuori. Poi dal giorno dopo era come se fosse arrivato l’autunno, come se il vento avesse portato via lo scirocco stesso, ecco, questa cosa qui è accaduta l’undici di agosto.
Poi il ventitré, invece, alle tre di mattina, seduti sul marciapiede ancora umido di pioggia, a gambe incrociate mangiavamo un cornetto con -No. -No è un mio amico notturno come me, mi verrebbe da dire, o forse sono io che mi sono adattata bene al buio con lui che non ha sonno. Con -No, trattino enne o, a volte passeggiamo per le vie con le case basse o la costa fino a che l’orologio del campanile batte le tre o le quattro. Due volte è successo addirittura di arrivare alle cinque, fortuna che inizio a lavorare nel pomeriggio, io.
Si va al mare se non c’è vento, oppure si sale verso la parte alta del paese a cercare alberi da frutta o cespugli con more selvatiche, si parla poco, spesso solo di cose accadute o che vorremmo accadessero. Di libri, film, viaggi e quasi mai di persone attorno a noi. Niente ragionamenti filo-filosofici, cinismi, giri di parole che di solito vengono a galla dopo una giornata passata tra la gente, quando si vuole dire tutto come lo si pensa e avere pure ragione. Niente sfide su chi ne sa di più, con -No. Io gli dico È perché non sei capace di lamentarti, tu. E -No ride, allarga le braccia o alza le spalle. Che bello.

Poi certe notti capita che porto giù qualcosa da mangiare, da casa, allora ci si siede e si mangia uva, pesche e frutta che si sbuccia, albicocche, quando c’erano.
Non ricordo una sera, con -No, senza frutta.

Ne ricordo molte invece in cui guardiamo tornare i reduci delle serate nei locali e discoteche. E noi sulla panchina ad accumulare noccioli, bucce e ore di sonno perso, da smaltire dormendo due ore in più la mattina. Non si discute, con lui, che ad Agosto sia più bella ed efficace la notte rispetto le mattine afose e affollate di turisti. Poi mi sono abituata a leggere, disegnare o tradurre mentre fuori è buio e a casa tutti dormono, il fatto che non ci sia nessuno sveglio attorno mi da una sensazione di tempo guadagnato che a spiegarla parole, perdo solo tempo, qui.

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