CONTINENTE

Te pensa

La prima primissima cosa che mi vien da pensare quando arrivo a Roma è che, oltre a Roma, non c’è nessun altro posto che mi fa dire Ma guarda, adesso che sono qui è come se fosse di nuovo un inizio e te pensa, lo penso ogni volta che ci torno, in sta città.
Questa volta non sono scesa in treno, mi disturbava il fatto di essere vincolata dalle coincidenze, che è un po’ un paradosso visto che non prendendo il treno faccio proprio la parte di quella che si oppone all’opinione pubblica. Non avendo la macchina, a Roma ci sono arrivata comunque in macchina, pensavo di dover guidare almeno per un tratto ed invece non ce n’è stato nemmeno il bisogno, meglio così.
Visto che non avrei iniziato a lavorare prima di una una settimana mi sono concessa un tour de force, l’ennesimo, tra una ricerca e l’altra dell’appartamento. A San Pietro per esempio c’era un gruppo di turisti, tra tanti, e ciascuno di loro aveva due bottigliette nelle tasche posteriori dei jeans, una per tasca. Saranno stati una decina, venti bottigliette quindi, mah. Poi sono passati due signori distinti, di quelli con un sacco di autorità che solo a vederli nemmeno li guardi, uno ha detto all’altro Ma ti sei fatto l’italiana o la tedesca? e l’altro Tutteddue.
Certo che San Pietro me la ricordavo più grande, nel senso che rispetto la Sagrada Familia, che è proprio enorme, San Pietro sembra una sciccheria italiana, una bomboniera. Mi sono sentita anche un po’ offesa per questo, come se il torto architettonico, la Sagrada, l’avesse fatto a me, poi mi è passato però. Camminando verso il Tevere e dando le spalle alla cupolona ho visto un ragazzo che teneva per mano una ragazza, e questa ragazza portava una sciarpa e i pantaloni a trama scozzese e aveva una coroncina in testa, montata lì sul cerchietto, di quelle dorate e alte con cinque punte che non so come mai abbia deciso di indossarla per visitare San Pietro. Superandoli ho pensato di nuovo alla grandezza della cattedrale spagnola e tra me mi son detta che forse in fondo-in fondo il miglior paragone era proprio il paradigma. Mi è sembrato un pensiero molto d’effetto e sciocco allo stesso tempo, quindi ora lo riporto qui.

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