Pozzanghere in libreria

Ogni volta che
vedo qualcuno in costume, con i piedi nell’acqua, le spalle e braccia annesse in modalità relax mentre parla di quanto queste vacanze siano brevi/piovose/afose/costose,
ogni volta che entrano  in libreria persone abbronzate e odorose di crema solare con bambini capricciosi e gocciolanti,
ogni volta che sento il tasso alcolico della clientela dei bar accanto alzarsi alle due del pomeriggio
ogni volta che
queste categorie di persone incrociano i loro discorsi tuttomarespiaggialavoro e figli con (rispettivamente) i miei grilli per la testa,
ecco, a me viene una specie di vertigine,
una specie di viscidume attorno a discorsi che non solo non voglio sentire, ma addirittura evito di iniziare io stessa.
Contrariamente a quello che sto facendo ora. L’eccezione che, spero, non confermi la regola.

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